
Per cosa sono amato?
Oggi siamo 4 persone in più. I ragazzi del volo del 30 luglio sono arrivati in albergo poco oltre la mezzanotte, visibilmente distrutti, praticamente senza fame e con molta voglia di trovare un letto. Uno a uno li accompagno nelle loro stanze, ormai buie e chiuse a chiave dai loro "inquilini" che a fatica si svegliano, e nonostante ciò accoglienti!
Tra una cosa e l'altra siamo sui nostri due pullman alle 08:30 e partiamo direzione Coqueiral, il quartiere periferico di Recife dove stiamo lavorando. Il tempo qui è un po' bipolare, quindi iniziamo nel cantiere con il sole, e le complicazioni che dal lavorare sotto il sole ne derivano, e finiamo la giornata praticamente sotto il diluvio universale. La pioggia, infatti, lieve all'inizio, non ferma i ragazzi che continuano nelle loro varie mansioni: trasporto e posa dei mattoni, preparazione del cemento, spostamento dei materiali. Ma man mano che diventa più forte, e ormai sono praticamente tutti zuppi d'acqua, siamo costretti a sospendere i lavori per almeno una quarantina di minuti. Verso le 15:30 riprendiamo con i lavori, che vanno avanti fino alle 17.




Una volta arrivati a casa, quindi verso le 18, c'è il solito rituale: prenotazioni per chi fa la doccia per primo, rendersi visibilmente un po' più belli dopo gli sforzi mattutini, e ritrovarsi tutti insieme alle 19 per dividerci nei gruppi di riflessione. I 13 maschi vengono divisi in due gruppi, mentre le 33 ragazze (che questa sera diventeranno 42) vengono divise in 4 gruppi (un quinto gruppo sarà formato appunto dalle ragazze in arrivo). I gruppi li ho "pensati" io, e metto il verbo pensare tra virgolette perché, per quanto ci sia una certa riflessione dietro, vado anche molto a occhio, visto che alcuni di loro li conosco da poco meno di 48 ore. Devo dire che la divisione viene accolta molto bene: diamo infatti la possibilità a chi lo preferisce di spostarsi, e su tutti solo una ragazza lo chiede. Questa è una cosa fondamentale: ognuno deve sentirsi a proprio agio nel proprio gruppo affinché sia un'esperienza di casa, ovvero uno spazio sicuro dove potersi aprire, raccontarsi, mettersi in gioco. La qualità delle riflessioni di gruppo, infatti, non dipende tanto dalla bravura dello staff a capo, che può avere più o meno esperienza e più o meno assertività, quanto dalla disponibilità dei partecipanti a mostrare la propria ricchezza interiore.
In totale abbiamo 90' di dialogo di gruppo, che per essere la prima volta in questo viaggio è un ottimo tempo — non che la durata sia un indice inequivocabile di come sia andato tutto, ma sicuramente ci indica che non solo c'è stato da condividere, ma che lo spazio è accolto positivamente. La tematica di questo gruppo è la domanda sulla propria identità, ma più che cercare una definizione del proprio io, punto a una sfida ancora più grande: quella di saper dar ragione di chi si è, per poi invitare ognuno di noi ad accogliersi e amarsi. Non è un banale accontentarsi, perché ci saranno sempre cose che di noi possiamo cambiare e migliorare, ma è l'esperienza di pace e serenità che può derivare dallo stare bene anche con le proprie fragilità e vulnerabilità — appunto perché ci si ama, e perché si ha la certezza di essere accolti, visti, amati non per quello che facciamo o per quanto ci riusciamo bene, ma per la persona che siamo.
Per quanto abbiamo a che fare con un gruppo di ragazzi molto più grandi rispetto a quelli che almeno io, quest'estate, ho potuto seguire tra i primi due gruppi in Perù e il gruppo precedente in Brasile, vedo come tante domande, sogni, paure esistenziali non passino, non mutino più di tanto: ho paura di deludere gli altri, ho paura di sembrare o passare per ingrato o ingrata, faccio le cose per accontentare gli altri, non mi permetto o consento di soffrire, vivo perennemente insoddisfatto — sono solo alcune delle frasi che emergono, e che soprattutto per molti di loro sono un reale ostacolo a guardare se stessi con amore, e di conseguenza ad amarsi.
Quasi verso le 23 arrivano le ultime ragazze del gruppo. Composizione finale: 13 ragazzi e 42 ragazze! Va detto: un sogno per i ragazzi!



