
Per quale amore è stato creato il tuo cuore?
Oggi il sole splende forte. Partiamo alle 8:30 verso entrambi i cantieri. E, per quanto ripetitiva, la dinamica del lavoro è sempre la stessa, solo che sotto un sole che cuoce.
Girare per i quartieri ha portato dei frutti. Per i ragazzi è stato molto importante cogliere, sapere, il senso per cui stanno costruendo aule e bagni. Sapere che esse saranno usate dai bambini che incontrano per strada o con cui giocano nel pomeriggio conferisce loro sia una marcia in più, sia soprattutto il desiderio e la volontà di dare il massimo di sé. Non è più quindi ciò che poteva sembrare un freddo progetto di costruzione, ma un mezzo concreto per migliorare la vita di quei bambini a cui bastano poche ore per affezionarsi.






Rientrati a casa, dopo un piccolo inconveniente con uno dei pullman a cui non si chiudeva la porta e che di conseguenza non poteva partire, ci prepariamo per ritrovarci in auditorio verso le 19.
Entriamo nella quarta tematica del viaggio, quella sull'amore: l'amore come filo conduttore di questo viaggio e, non solo, di tutta la nostra esistenza. Non è ambizione di questa "conferenza" esaurire o dare una definizione finale di ciò che sia l'amore — lo ritengo un mistero troppo grande, quanto bello, per essere incasellato tra le povere categorie del nostro linguaggio. Ma pur essendo povere e limitate, queste categorie possono darci una sorta di guida, o di autostrada, con delle caratteristiche da custodire come garanzia di un amore vero. O meglio, più che vero, quell'amore per il quale il nostro cuore è fatto, quell'amore di cui, penso, il nostro cuore ha bisogno, e niente di meno di ciò.
Tutto comincia da esso: nasciamo da un atto d'amore. Non a caso usiamo l'espressione "fare l'amore" per definire quell'atto profondo che, in qualche modo, ci avvicina all'opera del Creatore. Siamo venuti al mondo per un atto d'amore, viviamo per amare e per essere amati, e moriamo per conoscere l'amore vero — o quanto meno nel tentativo di farlo.
Ma dobbiamo chiederci: che cosa significa davvero amare? Quando si usa troppo una parola, quando la si ripete continuamente, si rischia di svuotarla, di farle perdere il suo senso profondo e tutte le sue conseguenze sulla nostra vita quotidiana. Se vogliamo ridarle peso e verità, dobbiamo provare a scandirla attraverso alcuni passi fondamentali.
L'amore non è un sentimento: è una scelta. I sentimenti vanno e vengono, cambiano come il tempo. Se l'amore fosse solo un'emozione, quando finisse l'emozione finirebbe anche l'amore. L'amore vero è una decisione quotidiana, un atto della volontà: è scegliere l'altro anche quando è difficile, anche quando costa fatica.
Non si può amare ciò che non si conosce. Amare richiede il coraggio della conoscenza profonda. E questo vale per gli altri, ma parte prima di tutto da noi stessi: dobbiamo conoscerci e accoglierci per poterci davvero amare e, di conseguenza, amare chi ci sta accanto.
La libertà è alla base dell'amore: solo un amore libero ci libera. L'amore non mette mai in catene. Quando siamo amati di un amore vero e autentico, ci viene restituita la possibilità di essere semplicemente noi stessi, senza maschere e senza paura. L'amore vero ti guarda e ti dice: "Va bene che tu sia tu".
L'amore vero ama la totalità. Amare non significa fare una selezione. Non si ama soltanto ciò che dell'altro ci conviene, ci piace o ci risulta comodo. L'amore autentico abbraccia la persona nella sua interezza: i punti di forza e le fragilità, le luci e le ombre, i giorni di sole e quelli di tempesta.
L'amore vero è senza condizioni, "senza se e senza ma". È l'esperienza dell'amore gratuito: "Ti amo non perché tu faccia qualcosa per me, ma semplicemente perché esisti". Un amore che pone condizioni non è amore, è un contratto.
Di conseguenza, esso non potrà mai essere frutto di un merito, non è merce di scambio. Non dobbiamo "guadagnarci" l'amore accumulando punti o dimostrando di essere perfetti. Non si ama per ricevere qualcosa in cambio. Se l'amore diventa "ti do questo se tu mi dai quello", si trasforma in un baratto. L'amore vero è dono puro, a fondo perduto.
L'amore vero porta con sé la promessa del "per sempre". Chi ama davvero non può pensare a tempo determinato. L'amore racchiude in sé un desiderio d'infinito, una nostalgia di eternità. Quando dici a qualcuno "ti amo", gli stai dicendo, in fondo: "Tu non morirai mai per me".
Il contrario dell'amore non è l'odio, ma il possesso. Quando ami davvero una persona, te ne prendi cura, la lasci fiorire, fai emergere la sua unicità e la sua libertà, sapendo che non ti appartiene. Quando invece la vuoi possedere, pretendi di dettare tu i tempi, vuoi modellarla a tua immagine e somiglianza, finendo per annichilire la sua bellezza e la sua individualità. Amare è custodire, non trattenere.
L'amore vero ci rende vulnerabili. Come scriveva C.S. Lewis: "Amare significa essere vulnerabili. Ama qualsiasi cosa e il tuo cuore certamente sarà spremuto e forse spezzato". Consegnare il proprio cuore all'altro, lasciarlo entrare nella nostra vita, significa accettare il rischio di soffrire. Ma è proprio questo rischio, questa ferita aperta, l'unico modo per vivere una vita autenticamente piena.
Se guardiamo a questo viaggio e alla nostra vita con questi occhi, capiamo che non siamo qui solo per fare delle cose, ma per imparare un modo nuovo di stare al mondo. Per imparare, un passo alla volta, ad amare davvero.
Finita la conferenza, invito i ragazzi a fare la riflessione personale presente nei loro libretti. Poi, alle 20:30, ci incontriamo tutti per la cena. Chi va a letto alle 21:15, chi alle 22, e chi va oltre la mezzanotte… alla fine ciò che conta non è soltanto alzarsi, ma le condizioni in cui ci si alza. Per cui spero che anche chi ha dormito poco, domattina sia comunque sul pezzo.


