
Quando la missione diventa famiglia
Il nostro viaggio piano piano arriva alla sua fine. Oggi la giornata è stata un po diversa del solito. La routine mattutina si mantiene, anche se con una piccola variante: non abbiamo pane! Ma abbiamo un sacco di uova… per cui facciamo una prima colazione proteica, tanto proteica direi! Ma facendo i conti, 150 uova per 42 persone alla fine non sono così tante. L’ananas non manca e neanche il nostro caffe africano, che è un tipo di caffe americano ma con un gusto particolare. Peccato solo per la nostra finta nutella, che piano piano stava finendo, ma finché non avremo nuovamente il pane non potremo finirla.
Lavoriamo sodo durante tutta la mattina. Praticamente la metà del gruppo lavora senza sosta nel cantiere, mentre il team cucina prepara sia pranzo che cena e il team pulizia fa una pulizia a fondo della nostra stanza e dei bagni. Il team cucina fa sia pranzo che cena perché nel pomeriggio, verso le 15, lasciamo il nostro stanzone e saliamo su vari “mezzi” di trasporto per raggiungere una sorta di circolo sportivo qui vicino. La partita tanto attesa qui ad Assamba Assi è pronta: Italia vs Camerun.
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Partiamo in un camion, si un camion, dove salgono bambini e volontari. Prima di giudicare o criticare, c'è da dire che è il normale mezzo di trasporto qui, la strada è a un unico senso, e per quante buche ci possano essere per terra, vista la velocità con cui si muove il nostro grande mezzo, possiamo stare abbastanza tranquilli. Andiamo anche in macchina, quella nostra, e tre moto guidate dai locali dove salgono due dei nostri volontari per moto, senza casco ovviamente, in pieno stile “meridionale”.
Dopo 20 minuti in mezzo al bosco, salutando i bambini che escono per strada dalle loro case, arriviamo al famoso circolo. Ci attende una “band” fondamentalmente composta da diverse tipologie di percussioni. Facciamo la foto di gruppo e inizia la partita…
I ragazzi sono super fomentati, forse troppo. I locali sono più discreti, tranquilli, anche se si sono portati tutto il tifo locale. Entrano in fila dentro al campo, quale finale di Champions League, con lo sguardo incuriosito dei nostri amici del Camerun. Inizia la partita e io alzo gli occhi al cielo… sperando che nessuno si faccia del male. Camerun porta una divisa rosa, e non abbiamo capito bene se sia proprio una squadra della zona o solo un gruppo di amici che giocherà con noi. I nostri sono vestiti in bianco, maglia Wecare, quindi scritta di Wecare davanti e cuore giallo dietro.


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Nei primi minuti della partita sembra che entrambe le squadre si misurino, i ritmi sono lenti anche se Italia è più incisiva. In effetti arriva il gol in piedi a Giabba, che dopo essersi mangiato due tiri davanti alla porta finalmente conclude portandoci avanti. Poi però dopo non troppo, e con un magico pallonetto, arriva il pareggio del Camerun. Il primo tempo si conclude con il pareggio e dopo cinque minuti di riposo la partita riprende. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato ma a portarci in vantaggio questa volta è Luca, ormai soprannominato Lucertola. E in seguito a pochi minuti di distacco arriva la doppietta di Giabba per sigillare un prezioso 3 a 1. Il secondo tempo dura stranamente tantissimo, forse perché l’arbitro sperava nel pareggio camerunense. Al 3 a 1 per Italia cominciamo a far entrare le ragazze, ma anche il Camerun ha riserve femminili nelle sue file e le fa entrare. A pochi minuti dalla fine arriva un rigore a favore del Camerun, che converte la loro attaccante con un lentissimo tiro che entra proprio dall’angolo inferiore della porta. Alla fine è una grande festa, sono tutti felici, e l’Italia, almeno qui, può cantare come nell’ultima coppa del mondo vinta e come nell’ultimo europeo vinto, il suo famoso “popopopopopooooopo popopopopopooooopo”.




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Torniamo casa con il calare del sole, il che è molto suggestivo essendo in piena giungla anche se a pochissimi km dalla nostra missione. C'è chi decide di lavarsi subito, chi deve mettersi a cucinare, chi si laverà domattina, quando faremo la valigia e faremo le ultime pulizie del posto. Avremo dovuto fare un ultimo gruppo di riflessione, ma ormai è troppo tardi e in fondo si preferisce passare questa ultima notte insieme a Yaounde in amicizia.