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Una giornata piena di emozioni forti

Filippo Masetti

Ultima giornata di costruzione, e ancora una volta è stata una giornata piena di emozioni forti.

Per essere sicuri di finire le case in tempo abbiamo anticipato, senza preavviso, la sveglia dei ragazzi.
La dinamica della sveglia, in questo gruppo, è sempre divertente da raccontare: di solito è un compito assegnato ai ragazzi dello staff che accompagnano i nostri viaggi, ma essendo un gruppo piccolo ci sono solo io a occuparmene e, confesso, che è un'impresa che ha il dono di farmi sempre un po' agitare quando i ragazzi ignorano i primi richiami. Per questo ho escogitato uno stratagemma: la casa è piccola e gli spazi sono condivisi. Io, Emanuele (il fotografo) e il capitano dividiamo la stanza, e a lui abbiamo dato il permesso di usare il nostro bagno – in tre, un vero privilegio – in cambio del primo giro di sveglia. I primi giorni era timido, ma col tempo ha acquisito le skills necessarie e adesso è tremendamente efficace, quasi temuto dal resto del gruppo: sanno che se non si alzano in fretta, lui torna alla carica nel giro di due minuti. Senza dubbio uno dei miei migliori accordi da quando esistare.

Una volta tutti attivi siamo andati al Barrio, dove per diversi motivi eravamo leggermente indietro rispetto alla tabella di marcia. I ragazzi si sono messi di buona lena per finire e consegnare le case in tempo, lavorando incessantemente fino a un pranzo oggi leggermente posticipato. C'era, in quella corsa contro il tempo, una concentrazione diversa dai giorni scorsi: sapere che era l'ultimo giorno utile ha reso ogni martellata un po' più decisa, ogni pausa un po' più breve.

Anche la dinamica del pranzo al Barrio merita di essere raccontata. Le famiglie a cui vengono donate le case sono selezionate attraverso un processo che dura quasi un anno, durante il quale vengono visitate più volte per assicurarsi che siano davvero quelle con più bisogno. Prima, durante e dopo la costruzione sono seguite e monitorate da Techo, la nostra ONG partner in Argentina, e tutto questo avviene in forma totalmente gratuita. L'unica cosa che chiediamo loro è di esserci e di cucinare per i ragazzi, con il cibo che portiamo noi. Non sempre è possibile: quest'anno due delle tre case, molto vicine tra loro, non avevano una cucina, così una sola famiglia ha cucinato per tutti, e ogni tanto si fa fatica a far uscire abbastanza cibo per tutti. Sono piccoli inconvenienti, ma che raccontano bene lo spirito di queste famiglie: quello di dare quel poco che si ha, senza calcoli.

Dopo pranzo si sono finalmente visti i risultati finali. La pioggia di oggi ha impedito ad alcune case di completare la pittura, quindi ci siamo limitati a fare l'inaugurazione. Come sempre, quello è il momento in cui i ragazzi, dopo giorni di fatica, lavoro e sudore – e perché no, anche un po' di noia o frustrazione quando le cose non giravano – si rendono conto della bellezza di quanto appena fatto. Spesso le famiglie si commuovono, a volte si nascondono per l'imbarazzo di un dono così grande, ma sempre, dico sempre, sono grate e felici per il dono dei ragazzi. C'è un momento, in ogni inaugurazione, in cui i grandi discorsi lasciano il posto a poche parole semplici e a un abbraccio, ed è lì, più che in qualsiasi conferenza, che si capisce cosa significhi davvero essere venuti fin qui.

Finite le inaugurazioni siamo rientrati a casa. Il programma prevedeva l'ultimo dei gruppi di riflessione, ma i ragazzi li abbiamo percepiti stravolti, e imporlo sarebbe stata una forzatura: abbiamo deciso di posticiparlo a domani mattina, nella speranza che a mente fresca esca fuori qualcosa di più vero e di più bello. La cena è stata comunque un momento di grande leggerezza, tra racconti della giornata, prese in giro reciproche e la stanchezza buona di chi sa di aver dato tutto.

Domani è l'ultimo giorno a Corrientes. La mattina andremo al Barrio a salutare le famiglie e a fare le ultimissime rifiniture, prima di un pranzo tutti insieme. Rientrati a casa avremo l'ultima attività di gruppo, prima di preparare le valigie e iniziare il rientro verso l'Italia: un momento conclusivo in cui proveremo a rileggere insieme quello che abbiamo vissuto in questi giorni, per capire cosa ci portiamo a casa oltre alle valigie.