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Uno spettacolo teatrale che nasce dalla strada

Marta Scotti

Da alcuni mesi, due pomeriggi a settimana, cinque persone senza dimora che frequentano l’Hub di Wecare si incontrano con costanza e dedizione. Hanno scelto di mettersi in gioco, di offrire il proprio tempo ed energie per costruire qualcosa di bello: uno spettacolo fatto di testi originali, letture e musica, che porteranno in scena nella prima settimana di giugno.

Ma, prima ancora di uno spettacolo, porteranno sé stessi. Le loro voci, i loro talenti, la loro umanità. Racconteranno la strada.

C’è una domanda che ritorna, quasi come un ritornello: la bellezza salverà il mondo? E l’arte, può davvero farlo? In questo piccolo e concreto frammento di realtà, la risposta sembra essere sì. Perché qui l’arte non è evasione, ma occasione di incontro e relazione. È un modo per affermare: “io ci sono, e posso ancora creare qualcosa di bello, per me e per gli altri”.

Persone senza dimora che spesso vengono raccontate solo attraverso ciò che manca, una casa, stabilità, sicurezza, si rivelano invece portatrici di parole, di storie, di poesia. Costruttori di bellezza. E forse è proprio questo il punto: la bellezza non salva il mondo da sola, ma può cambiare lo sguardo con cui lo attraversiamo.